Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 15/12/2009 alle 07:13

Ho avuto la fortuna di partecipare alla straordinaria e pacifica manifestazione di Copenhagen per la salvaguardia del clima e del pianeta. L’ho subito commentata in una intervista a questo notiziaro on line e mi ha stupito che dall’altro capo del telefono mi chiedessero allarmati se ero scampato agli scontri di cui parlavano tutte le ANSA che si rincorrevano nelle redazioni italiane. Avendo camminato per quattro ore con la popolazione alle finestre e lungo le strade e alla velocità delle innumerevoli carrozzine che le mamme spingevano con dentro bimbi biondissimi, mi chiedevo perché vivessi. Arrivato alla sala stampa del Bella Center sono stato rassicurato: il corteo di centocinquantamila persone non era stato minimamente lambito da squadre di provocatori isolati dalla polizia prima che la coda venisse avvicinata. Quindi un affare tra la polizia e i black block, non tra i black block e il corteo. Un messaggio di ordine pubblico separato da quello della marcia, rivolto invece alla inconsistenza del bla bla dei Governi rispetto alla responsabilità avvertita dai cittadini per il futuro del mondo. Rientrato in Italia ho visto le prime pagine del Corriere e di Repubblica con foto di polizia in assetto di guerra e titoli di doppia dimensione sui disordini rispetto al corteo. Perché si fa così disinformazione? Non è parte anche questo di quel clima avvelenato che in queste ore si lamenta? Che significato ha andare in piazza per la libertà di informazione e poi essere così traditi su fatti di importanza fondamentale, visto che ogni tanto si dovrebbe buttare l’occhio fuori dal nostro cortile? Forse i nostri giornali sono così provinciali da elaborare ogni notizia con un pregiudizio locale o con l’unico obiettivo di fare audience o, ancora, con la pigrizia di far rientrare tutto negli schemi più banali, perdendo così, come era accaduto a Genova nel 2001, la forza e l’essenzialità del messaggio di chi per aver voce sceglie la piazza in cui democraticamente manifestare.
 

Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 3 commenti -
Bravo Mario! Le tue informazioni sulla conferenza di Copenhagen sono in controtendenza rispetto al trend della stampa nazionale e ci aiutano a capire la posta in gioco. Continua, per favore, a fare opera di veritÓ da questo utile appuntamento quotidiano
Scritto da Silvano da Albizzate il 15/12/2009 alle 11:51
ogniqualvolta le strade e le piazze si riempiono di cittadine e cittadini che manifestano il loro diritto ad una vita migliore si scatena la furia dei potenti del mondo che ci vorrebbero chiuse/i in casa davanti al televisore. Ecco allora che, attraverso una stampa addomesticata e subalterna una bella manifestazione si trasforma in una scenario di "guerra"! Mario per fortuna ci racconta un'altra storia. Facciamo in modo che ci sia sempre qualcuna/o che sanno essere "altra/o".
Scritto da nicoletta il 15/12/2009 alle 14:34
Condivido pienamente le tue osservazioni. I black block, in particolare,(pleonastico sottolinearlo) non fanno di certo gioco a chi davvero crede nell'ambiente e nelle questioni culturali, sociali e politiche strettamente interconnesse. Ma questo fatto, per molti, non va quasi mai evidenziato. Stupisce ( anche se ormai relativamente) che troppi 'operatori mediatici', onesti, preparati ed intelligenti cadano sistematicamente nella trappola. Dei 'pennivendoli', poi, meglio non parlare....!
Scritto da Paolo Rossi il 16/12/2009 alle 09:17
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