Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 16/12/2009 alle 10:10

Da ieri il Consiglio Regionale della Lombardia sta discutendo della Finanziaria 2010, ovvero del bilancio a fine legislatura. Un pessimo segno per la maggioranza ed un autogol impressionante è venuto dalla mancanza del numero legale alla prima votazione. Il significato è chiaro: il centrodestra è distratto e disimpegnato e non ritiene nemmeno importante partecipare decentemente alla discussione. Noi siamo stati i primi a denunciare il fallimento del modello Formigoni che accompagna il declino della Lombardia, consumata nelle sue risorse territoriali e ambientali, colpita dalla più grave crisi economico-sociale del dopoguerra, impoverita nell’amministrazione dei beni comuni. La Finanziaria in discussione rappresenta plasticamente la frattura tra un contesto desolante e l’incapacità del centrodestra a rigenerare risorse produttive, naturali, professionali, civili, per rispondere a una crisi seppellita sotto la retorica dell’eccellenza e mai presa di petto, perché tutto il bilancio è impegnato nel mantenimento di una rete di potere vincolata all’alimentazione del sistema della sussidiarietà e delle privatizzazioni. Di manovra non c’è traccia, è una Finanziaria del nulla e delle promesse mancate: basta osservare il trend storico delle voci di bilancio nell’arco della legislatura per verificare che non c’è alcuna discontinuità dal 2005, l’anno delle scorse elezioni. Eppure il 2009 si chiuderà con una caduta del Pil del 5,3%, con 500 mila cassintegrati, di cui 100 mila in deroga prossimi al licenziamento, con 50 mila licenziati negli ultimi 11 mesi, con la desertificazione dell’ex-Alfa Romeo, il flop di Malpensa, il continuo ridimensionamento dei progetti di Expo 2015. Partirà da qui la campagna elettorale a cui Formigoni si presenta per un quarto (!) mandato. Già nel proseguimento del Consiglio nella giornata di domani daremo battaglia e presenteremo correzioni e ordini del giorno, in base alla cui accoglienza valuteremo l’entità di un ravvedimento che riteniamo improbabile. Ma in Lombardia è tempo di cambiare, ma già da domani avremo la misura dell’incapacità della attuale maggioranza di rispondere ai problemi della gente in carne e ossa. Daremo nel blog di domani un resoconto puntuale.

Categoria: Lombardia
Commenti dei lettori: 3 commenti -
Tutto vero quello che dice lei ma quando la sinistra sarą in grado di proporre un modello diverso e non subalterno come il meraviglioso Pd ha dimostrato in questi anni?
Scritto da Marco F. il 16/12/2009 alle 10:23
Come č lontana la politica di Formigoni dai nostri bisogni. In questi anni ha comprato la nostra libertą con i buoni scuola, le doti e i vaucher in tutti i settori, a partire dalla scuola e dalla sanitą. Siamo ora sempre pił soli e obbligati a rivolgerci al mercato e al privato per soddisfare i nostri bisogni e i nostri diritti. Che la scuola pubblica vada a rotoli o che si debbano fare code interminabili negli ospedali pubblici per un esame indispensabile a Formigoni e alla Lega non interessa!
Scritto da Daneie Martino il 16/12/2009 alle 15:44
Ma perchč della crisi non parla mai il Presidente Formigoni? Sarebbe interessante smetterla di parlare della nostra vita quotidiana come se fosse un giornale illustrato.
Scritto da Danilo di Blase il 16/12/2009 alle 18:13
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