Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 8/5/2010 alle 09:45

Oggi 8 maggio. World Fair Trade Day. Giornata Mondiale del commercio equo e solidale. In tutto il mondo migliaia di organizzazioni del commercio equo (produttori, importatori, Botteghe del mondo, semplici volontari) si sono dati appuntamento per organizzare iniziative, dibattiti, lanciare campagne e proposte concrete per cambiare un'economia insostenibile. Commercio equo significa dignità del lavoro, prezzo equo pagato a produttori e lavoratori, trasparenza della filiera. Vuol dire nuovo modello di sviluppo, fatto di produzioni a misura di persone e di pianeta. La campagna Abiti Puliti, promossa da una coalizione di organizzazioni e coordinata da Fair, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, coordinamento Nord/Sud del mondo e Mani Tese, è una delle campagne più autorevoli per salvaguardare la filiera tessile dallo sfruttamento delle donne e dei minori in particolare e per evitare danni alla salute e all’ambiente. La campagna mette al centro un terribile episodio: Il 25 febbraio 2010 un orribile incendio ha ucciso 21 lavoratori e ne ha feriti altri 50 nella fabbrica tessile Garib&Garib in Bangladesh che lavora per importanti marchi internazionali fra i quali la H&M, El Corte Ingles e l’italiana Teddy presente con il marchio Terranova. Si chiede ai marchi, al proprietario dell’azienda e al governo del Bangladesh di assumere impegni immediati per assicurare giustizia alle vittime ed evitare che tragedie come questa accadano in futuro. Su www.faircoop.net/faircoop si trovano informazioni, documenti, link e soprattutto una raccolta di firme a cui vi si chiede di aderire: scaricatela, stampatela, diffondetela a cominciare dall'8 maggio. Le firme saranno pubblicate il 20 maggio prossimo, tra due settimane, quarantesimo anniversario dello Statuto dei Lavoratori.

Categoria: Persone, Economia
Commenti dei lettori: 3 commenti -
Come sempre, grazie per proposte attente alla persona, all'ambiente, alla solidarietÓ.
Scritto da Luisa Oprandi il 8/5/2010 alle 14:19
Anch'io, come Luisa Oprandi, apprezzo le notizie che appaiono su questo blog. Sono molto diverse da quelle correnti, che durano solo lo spazio di un battibecco tra i soliti noti. Proprio perchŔ riguardano fatti e riflessioni legate all'ambiente, all'economia solidale, al lavoro, agli stili di vita, mi chiedo come mai l'associazionismo varesino o il sindacato o le persone pi¨ attente alla convivenza non intervengano qui con loro commenti o proposte o critiche. Se non altro per alimentare un dialogo vero e non scontato
Scritto da Luigi Cangemi il 8/5/2010 alle 21:55
La moda italiana si Ŕ globalizzata con grande disprezzo delle condizioni dei minori e delle donne messe al lavoro in laboratori che sembrano prigioni, in India, in Turchia, in Marocco. Ne so qualcosa perchŔ con Mani Tese ho seguito vicende orripilanti, che riguardavano Broggi, Benetton, Gucci ed altri grandi nomi. Firmo quindi volentieri per Abiti Puliti, augurandomi che lo facciano in tanti
Scritto da Luciana il 8/5/2010 alle 22:50
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