Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 17/3/2011 alle 07:10

Con la mezza stagione che sopravviene, nelle nostre zone si comincia a spegnere i caloriferi e usare le stufe. Le stufe a pellet sono sempre più diffuse in Italia: il milione di pezzi venduti, dicono i dati Assopellet, è già stato superato a fine 2009. Grazie anche agli incentivi del 55% sulle caldaie a biomasse in molte case questa fonte ha addirittura sostituito l'impianto di riscaldamento a combustibili fossili Allora può essere importante chiedersi come si sceglie il pellet giusto.

La chiave per capirne la qualità sta in due valori che dovrebbero essere riportati in etichetta. Il più importante è il potere calorifico, ossia l'energia termica che una data quantità di quel particolare pellet riesce a dare: i valori possono andare da 4,5 a 5,5 kWh/kg e ovviamente più alti sono meglio è. Il secondo indicatore è invece il residuo di cenere, correlato al potere calorifico e che determina anche quanto il pellet in questione sporcherà la stufa e deve essere minore dell'1%.

In questi due numeri sono riassunte le caratteristiche principali di un dato pellet, che dipendono da come è lavorato e dal tipo di legno da cui e ricavato. Il migliore, spiega il tecnico Anfus, è il faggio puro, segue l'abete, che però come le altre piante resinose sporca un po' di più la stufa; infine ci sono le latifoglie e il misto. Attenzione però: valori buoni di potere calorifico o di residuo indicati sull'etichetta non sono una garanzia assoluta di qualità. L'unico modo per essere certi del pellet che si compra è quello di scegliere prodotti che si sottopongono a certificazioni volontarie riconosciute.

A livello italiano c'è l’attestazione Pellet Gold: i produttori che vogliono questo marchio accettano che il loro pellet sia sottoposto a controlli casuali, periodici e a sorpresa, in un laboratorio certificato Sincert”. Viste le accortezze per scegliere il pellet di qualità, gli esperti ci danno un consiglio, sul come e quando comperarlo. Siate previdenti, fate le vostre scorte già in estate, quando i prezzi, che oscillano stagionalmente, sono più bassi. In genere per un sacchetto da 15 kg il prezzo si aggira intorno ai 4 euro. Infine, un buon metodo per risparmiare poi è ordinare grandi quantità direttamente dai produttori: si sta molto diffondendo l'abitudine di creare gruppi d'acquisto per il pellet: mettevi d'accordo con vicini, parenti e amici o con i membri di un GAS che hanno stufe a pellet a casa o cercate su internet i GAS già attivi nella vostra città.

 

Commenti dei lettori: 2 commenti -
Interessante e di grande, concreta utilitÓ il post che hai proposto. "Creare gruppi d'acquisto" - non solo per pellet ma in generale - Ŕ un ottimo rimedio per contrastare il caro vita. Certo, ci vuole buona volontÓ ed impegno e una mentalitÓ improntata ad uno stile di vita sobrio e frugale: siamo disposti e disponibili ad esserlo anche per queste "piccole" grandi cose di vita quotidiana?
Scritto da C. Ateri il 17/3/2011 alle 16:01
@C. Ateri - - Mi Ŕ piaciuta la frase di una convinta coppia ecologista: si Ŕ credibili solo se nei fatti concreti si cerca di mettere in pratica quella sobrietÓ e frugalitÓ che non conosce la comoditÓ del consumismo. E parlava con entusiasmo di quel movimento anticonsumista, umanista, ecologista, anticapitalista della "Decrescita felice",
Scritto da Luigi B. il 17/3/2011 alle 17:46
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