Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 27/6/2011 alle 16:43

Vedo dalle foto che impazzano su internet che il primo arrestato (ore 7.20) nella "battaglia" di Chiomonte al presidio della Val di Susa è un pacifista gandhiano che conosco bene: Turi Vaccaro, che si è sdraiato davanti ad una ruspa. Nella sua spontaneità ed immediatezza mi pare che Turi abbia capito il cuore della "resistenza" nonviolenta: non si tratta di vincere una prova di forza fisica ma di mandare il messaggio che nessuna collaborazione, a livello di massa, verrà data ad una Grande Opera distruttiva che si contesta.

La TAV non potrà mai veramente funzionare perchè per essere in grado di andare avanti come linea ferroviaria in esercizio avrà sicuramente bisogno dell'opera della gente del posto. I manifestanti della comunità della Val di Susa, assai più degli “esterni” venuti da Torino, mandano un messaggio forte che fa riflettere: non difendono tanto un presidio come luogo fisico, ma sanciscono la loro volontà di manifestare una disobbedienza sociale che non avrà fine, mettendo così in campo la forza più potente nel conflitto democratico. La loro "trincea" non è un presidio fisico, ma nel cuore della gente, nella volontà di lottare, ovunque e comunque, per il "potere di tutti". Significativa da questo punto di vista è stata l’uscita dalle fabbriche della valle in sciopero dei metalmeccanici guidati dalla FIOM.

Da una parte ci sono 20 miliardi da buttare in "una grande opera ad impatto ambientale devastante ed irreversibile”, utile solo ai viaggi ultraveloci ed ultracostosi dell'upper class. Dall'altra si mantengono linee periferiche malamente predisposte per la gente comune che deve recarsi al lavoro, dei veri e propri "carri bestiame". Purtroppo la forza militare viene messa a disposizione di un modello economico che sempre più sta mandando in crisi l'intero paese (e sta producendo più o meno indirettamente disagio sociale attraverso lo spostamento di denaro pubblico dai servizi alle cattedrali nel deserto. Ma non parlavano di questo i 27 milioni di voti referendari contro la privatizzazione dell’acqua e per lo stop del nucleare? E Maroni che agisce “manu militari” non è l’espressione di una crisi inarrestabile di un vecchio modello e della classe dirigente che lo sostiene?

Commenti dei lettori: 1 commento -
ho appena finito di vedere i TG e direi che tutti ne parlano come se fosse trattata di violenza sui militari intervenuti per lo sgombero... mmm, mi puzza questa cosa: i militari che subiscono violenza? che riletture distorte si possono fare della realtÓ...
Scritto da germana il 27/6/2011 alle 21:28
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