Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 20/7/2011 alle 08:00

Dopo le lotte partite in ottobre da fabbriche e università, dopo le manifestazioni che hanno visto le donne in piazza, numerose come non accadeva da tempo, dopo le brecce aperte nel berlusconismo da Milano e Napoli, e soprattutto dopo lo straordinario risultato referendario, è iniziata la fase del “cambiamento”. Ma può la “primavera italiana” non spaventare la casta della politica che alberga in tutti i gruppi dirigenti dei partiti, compresi quelli di opposizione? Credo di no.

L’applicazione della volontà popolare espressa con il referendum sulla gestione dell’acqua nel nostro paese o la stesura collettiva di un Bilancio Energetico Nazionale incentrato su efficienza e risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili per sostituire carbone, gas e nucleare porterebbero a più partecipazione e democrazia e a creare occupazione sostenibile. Ma la “primavera italiana” passa anche dalla battaglia sulla democrazia nei luoghi di lavoro, che è sotto pesante attacco. Dopo l’oscena manovra finanziaria approvata in tutta fretta per compiacere i mercati mai sazi, occorre trovare il terreno reale sul quale convergere tutti, per ridiscutere in questo paese di welfare, di salario e reddito di cittadinanza senza più contrapporli, senza più fare il gioco di chi, dividendo artificiosamente in “garantiti” e “non garantiti”, ha sempre imposto la flessibilità a senso unico.

L’alternativa deve passare attraverso una nuova capacità di collocare e ripensare i processi produttivi all’interno del paradigma ecologico: è la riconversione del nostro sistema di produzione e di consumo che ci farà uscire da una crisi senza fine. Queste sono le vere questioni su cui immaginare dispositivi di ampia partecipazione ed espressione della volontà collettiva, che superino il blocco dei tatticismi e dell'ambiguità di chi si candida a sostituire l’attuale maggioranza di governo. Per discutere di tutto questo sarò anch’io a Genova, a dieci anni dalla straordinaria esplosione del movimento delle giornate di luglio, per usare la memoria come cosa viva, innervata nelle idee di oggi per il cambiamento, all’interno del quadro di iniziative del comitato promotore, e con l’intento di dare un contributo e non solo di assistere (per il programma vedi: www.genova2011.org).

 

 

Commenti dei lettori: 1 commento -
io ero a genova in quei giorni di profonda tristezza democratica e ho gioito per questa nuova forza dimostrata dalle persone nelle piazze italiane in questi ultimi mesi... spero che il vento continui a soffiare anche se come sempre la politica sembra giÓ fare i propri piani e calcoli... sarebbe un vero peccato!
Scritto da Simone Rossini il 20/7/2011 alle 14:42
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