Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 24/8/2011 alle 09:59

Il Salento è terra entusiasmante. Paesaggio, cultura, musicalità e radicati valori di ospitalità e solidarietà si intrecciano al punto da colpire mente e sensi e da trasformare un breve soggiorno in una partecipazione ad un quotidiano travolgente, stimolante, creativo, mai banale.

Così, la famiglia di Angelo Consoli - uno studioso di energia portavoce di Jeremy Rifkin - che mi ospita in una casa dalle stanze tanto ampie e fresche quanto costipate di oggetti - ricordi ed ha nella vecchia madre con le sue premurose e discrete attenzioni il punto di riconosciuta  autorità, mi coinvolge nella preparazione di un concerto a Nardò, in Salento, dove il 31 luglio i braccianti stagionali si sono ribellati. L'appuntamento è per oggi, ore 21, in Piazza Salandra. La stagione dei turisti non viene separata qui dalle sagre patronali e così le spiagge e i ristoranti di qualità convivono fianco a fianco con un'altra Puglia.

A Nardò, facendo festa, vogliono raccontare l'altro volto dell'estate pugliese. NO CAP: artisti contro il caporalato è il nome della kermesse di questa sera, con la partecipazione di artisti tra i quali Eltdown, Mentaly Doof, Aban Laioung, Santu Pietru cu tutte le chiai, Tonino Zurlo, Eugenio Bennato e Mohammed Ezzaime El Alaqui, Sonia Totaro e Ezio Lambiase. Organizzata dal Comune di Nardò, dalla Cgil Puglia e dall'associazione Cetrie Finis Terrae, la manifestazione vuole esprimere la solidarietà ai braccianti stagionali, che dalla Capitanata al Salento si riversano in Puglia, per raccogliere frutta e verdura, che arrivano sulle nostre tavole al prezzo dello sfruttamento disumano di migliaia di migranti. Nardò non è un posto a caso.

Il 31 luglio, dopo anni di sfruttamento e false promesse delle istituzioni i braccianti - per la prima volta - hanno incrociato le braccia. ''La rabbia è esplosa quando, per meno di 5 euro, ci chiedevano di aggiungere alla raccolta anche la selezione dei pomodori - mi racconta Ivan Sagnet, camerunense di 24 anni. Era troppo. Bisognava ribellarsi. Partendo da 3,50 euro a cassone (ogni cassone 350 chili) di pomodori abbiamo finalmente ottenuto la regolarizzazione per diciotto. Di questa lotta ha parlato anche Carlin Petrini in un recente articolo su Repubblica. Questa sera sono attese migliaia di persone ad ascoltare la “pizzica”, a ballare la “taranta” ad abbracciare uomini eguali, di diverso colore e di grande cuore.

Commenti dei lettori: 1 commento -
Apprezzo lo sguardo di un politico sulla societÓ e non sempre chiuso sulle vicende del palazzo. Mi piace che quando lei va in giro guardi il mondo attorno e non si limiti a leggere i giornali per rifare il verso alla notizia del giorno. E' un modo anche questo per non dipendere sempre dalle stupidaggini e dalle banalitÓ dei bossi e dei berlusconi e per mantenere una propria agenda con i lettori.
Scritto da Martino il 24/8/2011 alle 10:24
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