Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 5/9/2011 alle 19:00

Il Governo ha compiuto l’ennesima giravolta. Sono arrivati gli emendamenti che hanno cambiato per la terza volta la manovra. In breve la situazione può essere riassunta così.

1) Il Governo ha approvato un decreto legge pieno di scelte sbagliate, ma di queste ha corretto solo quelle riguardanti il contributo straordinario per i redditi sopra i 90.000 e i 150.000 euro. Per i dipendenti e i pensionati pubblici invece il contributo straordinario è rimasto. Evidentemente per Berlusconi le tasche dei redditi medio alti privati sono interdette, mentre quelle dei pubblici no.

2) L’alleggerimento della stretta su Enti locali e Regioni è modesta, tanto è vero che gli interessati mantengono la protesta.

3) Misure per aiutare la ripresa e l’occupazione non c’erano prima e non ci sono ora. Del resto l’unico modo per finanziarle sarebbe chiedere un contributo al 10 % delle famiglie che ha il 45 % della ricchezza del paese. Si tratta della tanto vituperata patrimoniale che esiste in paesi più ricchi dell’Italia, ma non nel nostro.

4) Si avverte un rumore di nuovi condoni.

5) Il Governo dopo avere promesso mirabolanti risultati nell’aumento delle entrate dimostra di crederci poco e si cautela mantenendo aperta la possibilità di aumentare l’Iva.

6) Le cooperative pagheranno un prezzo salato, la vendetta del centro destra non perdona quel tanto di diversità che resta.

Lo sciopero della Cgil è la migliore risposta alla porcheria dell’articolo 8 del decreto legge che devasta le relazioni sindacali per fare un favore a Marchionne e alla parte più reazionaria dell’imprenditoria. L’opposizione dovrebbe porre la cancellazione dell’articolo 8 come pregiudiziale, prima di limitarsi a votare contro questo provvedimento di legge senza ostruzionismo.

L’Italia paga la tassa Berlusconi, la sua permanenza al Governo ha fatto cadere nel ridicolo la credibilità del nostro paese nel mondo, i mercati non si fidano, l’Europa ci guarda stupita. L’aumento del costo del debito pubblico è in buona parte colpa sua. Deve andarsene, non c’è alternativa.

 

Commenti dei lettori: 2 commenti -
il trovarsi in piazza i 6/9 .. pu sembrare "retorico" .. ma una delle poche risposte a questa finanziaria di bassa macelleria .. va sostenuta e anche condivisa viste le fumose alchimie del PD .. (per ricordare il grande e sulfureo poeta Luigi Di Ruscio scomparso di recente cito un suo aforisma: "Dalema sarebbe l'erede di Togliatti/ come dire/che hanno covato uova di draghi/e sono nati pedocchi" .. ) .. certo che la finanza creativa miscelata lega veramente stratosferica .. forza & fantasia
Scritto da sandro sardella il 5/9/2011 alle 20:03
Tutto vero.Il problema che anni di latitanza della democrazia rendono vani tutti i tentativi di cacciare questa banda di incapaci tenuta insieme da interessi personali,figure mediocri che altrimenti dovrebbero lavorare.Manca per un'alternativa vera,una politica diversa da quella classista che la destra ha odiosamente praticato fino a oggi....temo anche non sia con questo PD, incapace di decidere con chi stare, che si possa ricostruire il Paese....anche se i.....numeri sono li.
Scritto da marco zaccaria il 5/9/2011 alle 20:25
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