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Intensità delle scosse del terremoto in Pianura Padana
Il terremoto che ha colpito il Nord Italia è avvenuto in una regione storicamente poco sismica. I dati indicano che i due terremoti di magnitudo 6.0, sono stati “terremoti di spinta”, ovvero eventi che si scatenano quando due placche si muovono contemporaneamente. E’ noto che la placca africana preme su tutto il Tirreno, schiacciando gli Appennini e spostando la nostra penisola verso la Grecia e la ex Jugoslavia. E vi è poi un’altra placca asiatica che preme contro l’Italia, pertanto, l’intero territorio è teatro di terremoti più o meno gravi. Lo sciame sismico seguito all’evento principale potra’ durare per settimane se non mesi. Stiamo assistendo a questi terremoti di magnitudo inusuale che stanno scoppiando lontano dai confini delle placche tettoniche. I terremoti attuali sembrano avere caratteristiche diverse dei terremoti nel passato.
Nonostante questa drammatica constatazione, in pianura padana è in corso una attività di stoccaggio del metano, mediante immissione nei pozzi esausti nel sottosuolo. Il piano del Governo, lanciato dal ministro Passera nelle settimane passate, sostiene perforazioni e immagazzinamento di gas e anidride carbonica nell'intero territorio della Pianura Padana, identificata dal Ministero dell'Ambiente come "Provincia degli Idrocarburi". A partire dal deposito di Rivara che si vorrebbe allestire vicinissimo alla faglia sismica che ha sconvolto l’Emilia. Quali interessi possono mettere a repentaglio la sicurezza degli abitanti, insistendo su un modello energetico che si rivela sempre più portatore di rischio?