Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 17/12/2008 alle 10:35

Sono quasi un milione e mezzo le persone scese in piazza venerdì 12 dicembre  in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per protestare contro le misure anticrisi del governo. Misure insufficienti e inadeguate che hanno spinto i lavoratori e gli studenti ad una partecipazione che va ben oltre il numero degli iscritti (secondo i dati forniti dal sindacato). Ben 108 manifestazioni sparse per il Paese che hanno sfidato il maltempo e gli attacchi del governo: a Bologna ad ascoltare il segretario nazionale Guglielmo Epifani c'erano oltre 100mila persone. A Milano i partecipanti sono stati 40mila, a Venezia e Torino 30mila, a Roma, Firenze, Napoli, Bari e Cagliari 40mila, a Genova e Ancona 25mila, a Catania 15mila. Una prova di partecipazione e di critica democratica non trasmessa all’opinione pubblica. Oscurata dalle TV ormai supine al Cavaliere. Passata in terza e quarta pagina nelle cronache dei quotidiani nazionali. Il sintomo di uno “scollamento” tra società reale e società percepita dai media e discussa dalla politica ufficiale: forse a quest’ultima interessa di più lo scontro sulla giustizia tra una destra aggressiva e una destra pseudo garantista… Forse si arrovella sul futuro del federalismo, panacea di tutti i mali, ma ,in realtà, ennesimo colpo ai diritti sociali dei più poveri?  Forse la politica si vuole autoconvincere che agli italiani interessano altre cose e che la bastano le chiacchiere della destra populista a esorcizzare la crisi?

Il video della manifestazione a Milano

 

Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 1 commento -
In uno sciopero generale conta molto la visibilitÓ, che renda l'idea all'opinione pubblica dell'esatta dimensione del medesimo, se per˛ qualcuno Ŕ in grado di ridurre la visibilitÓ, falsare la dimensione, distorcere l'informazione, l'immensa fatica dell'organizzare lo sciopero viene vanificata. O si trova il modo di ripristinare dei canali di comunicazione decenti, oppure bisogna trovarne di nuovi.
Scritto da Silvano Madasi il 17/12/2008 alle 23:14
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