Conta non ciò che sai, ma ciò che sai essere sbagliato.
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 12/8/2010 alle 07:30

Vacanze...Stacco la spina. Spengo i computer, inserisco la  segreteria telefonica e mi chiudo la porta alle spalle per riaprirla tra qualche settimana.

 

E’ tempo di pausa e di riflessione leggera

 

Togliamo tempo al lavoro per dedicarlo a noi, ai nostri figli, ai nostri amici. Ci serve per poi ritornare sereni, in un periodo confuso, agitato, svilito, senza innocenza, con gli amici di strada.

 

Si chiude qualcosa perché qualcosa cominci. Serve svuotare il bagaglio di viaggio di un anno per far spazio a qualcosa di nuovo, da ritrovare, da riacciuffare, da riscoprire per poi condividerlo.

 A presto!

 

Tags: riflessione, pausa, vacanze     Categoria: Idee e proposte, Persone
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inserito il 11/8/2010 alle 15:36

Una cantina austriaca raffrescata con un impianto di trigenerazione alimentata con collettori solari termici e biomasse. Direi un’ottima notizia sotto molti punti di vista e non certo solo tecnici…

L’Istituto di ricerca non universitario Joanneum Research, insieme all’azienda S.O.L.I.D. di Graz che produce e installa collettori solari, ha sviluppato un sistema di raffrescamento anche con energia solare termica per una cantina enologica installata nell’azienda vinicola Peitler di Leutschach in Stiria, Austria. Un esempio di impianto di trigenerazione (calore, freddo ed elettricità) alimentato a fonti rinnovabili in un contesto applicativo unico in Europa. L’impianto si può visualizzare in Internet (vedi presentazione progetto) ed utilizza un assorbitore ammoniaca/acqua alimentato ad energia solare e accoppiato ad un motore stirling alimentato a biomassa. La componente per il raffrescamento solare ha funzionato per 6 anni senza alcuna manutenzione, ma con continui miglioramenti e ottimizzazioni dell’impianto.. Quello realizzato presso la cantina Peitler è dunque di un impianto combinato calore, freddo ed elettricità. Il freddo prodotto viene così utilizzato per raffrescare e deumidificare l’ambiente, dove sono presenti le bottiglie di vino ad una temperatura tra 0 e 3 °C, oltre che per controllare il processo di fermentazione del vino. Sole e vino: PROSIT!

 

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inserito il 10/8/2010 alle 15:27

Da due anni in Europa e USA si investe più in energie pulite che in fossili. Se il trend continuerà, l’anno prossimo sarà il primo in cui a livello mondiale le rinnovabili contribuiranno a soddisfare l’aumento della domanda energetica mondiale più di tutte le fonti convenzionali messe assieme. È la fotografia di un mondo che continua la sua transizione verso l’energia pulita, con gli investimenti nelle fonti pulite che, nonostante la crisi, hanno tenuto. In Europa e Stati Uniti in particolare, dal 2009 più della metà della nuova potenza installata (oltre il 60% nell’Ue e oltre il 50% negli Usa) è venuta dalle rinnovabili. A livello planetario nel 2009 sono stati installati 80 GW di potenza da rinnovabili contro gli 83 delle fonti fossili: con la messa in rete attesa dei grandi parchi eolici cinesi e di altri progetti nelle nazioni emergenti il sorpasso a livello mondiale è imminente. Alla fine dell’anno scorso le fonti pulite sono arrivate a contare per un quarto della potenza elettrica totale installata nel mondo, coprendo il 18% del fabbisogno elettrico mondiale. Quello che più fa ben sperare sono i progressi rispetto agli anni scorsi. Gli investimenti sono passati dai 30 miliardi di dollari del 2004 agli oltre 150 del 2009. Impressionanti i tassi di crescita di alcune fonti: il fotovoltaico, ad esempio, dal 2000 è centuplicato, mantenendo negli ultimi 10 anni tassi di crescita media del 60%. L’eolico è cresciuto nell’ultimo lustro con una media annuale del 27%, l’etanolo del 20%, il solare termico del 19% (è oggi installato in circa 70 milioni di abitazioni nel mondo). L’industria delle rinnovabili ha attualmente circa 3 milioni di occupati diretti (le biomasse il settore con più posti di lavoro con circa la metà del totale). Se nel 2005 erano 55 nel mondo i paesi con politiche attive a sostegno delle rinnovabili a inizio 2010 erano oltre 100. Interessante notare poi come l’attenzione per le rinnovabili sia forte anche nei paesi emergenti: 45 dei paesi con politiche di sostegno sono nazioni in via di sviluppo. Eppure tutto ciò non basta per evitare la crisi climatica: rimane uno scollamento serio tra quello che si sta facendo e quello che la scienza richiede sia fatto da qui al 2020 per evitare che i cambiamenti climatici diventino pericolosi.

 

 

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inserito il 9/8/2010 alle 10:10

Il business del petrolio e del gas ha mostrato negli ultimi anni dei mutamenti di grande rilievo. Intanto bisogna registrare il fatto che le grandi compagnie petrolifere internazionali non sono più politicamente potenti come una volta, in particolare nei paesi che possiedono le maggiori quantità di idrocarburi. Tra l’altro, le compagnie nazionali, originarie dei paesi emergenti (Petrochina, Aramco,  Petrobras,  Gazprom, controllano ormai all’incirca il 90% delle riserve mondiali. Il potere residuo delle major  occidentali risiede nella loro capacità di governare le tecnologie più avanzate del settore e nella loro rilevante forza finanziaria. Le imprese del Nord, per far fronte a tali sviluppi, tendono, tra l’altro, a diversificare le loro attività, concentrandosi sui settori dell’estrazione in acque profonde, in quello delle sabbie bituminose ed anche nel nucleare, nell’etanolo e, più in generale, nei biocarburanti e nell’estrazione chimica del gas dalle rocce. Tutte tecnologie che richiedono grandi sprechi di acqua sempre meno disponibile. La crisi sta nel frattempo contribuendo a cambiare la geopolitica del petrolio. Simbolicamente nel 2009 l’Arabia Saudita ha esportato più petrolio verso la Cina che non verso gli Stati Uniti.Nonostante queste novità, cresce la preoccupazione che il petrolio cominci a declinare e comunque ad essere progressivamente insufficiente rispetto ad una domanda che cresce in media dell’1,2% all’anno e le nuove fonti disponibili saranno sempre più costose, sporche e insicure (si veda il caso BP). Si può uscire da questo dilemma tra problemi ambientali e carenza di petrolio e gas solo se si investe adeguatamente nel campo dei risparmi energetici e dell’energia verde, attività sulle quali né l’Eni né l’Enel né il Governo sembrano in alcun modo entusiasti di investire.

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inserito il 8/8/2010 alle 07:30

Mentre per il nucleare italiano siamo ancora lontani anche dalla fase iniziale, il piano nazionale per le rinnovabili afferma che il 32% della domanda elettrica al 2020 dovrà essere soddisfatta da rinnovabili. E altri paesi valutano scenari che puntano a coprire a metà secolo il 100% del fabbisogno elettrico con le fonti pulite. Quale spazio può allora avere l’atomo?  La realizzazione delle centrali nucleari in Italia influirebbe sul soddisfacimento elettrico del Paese per una buona parte di questo secolo: il parco dei reattori preventivati sarebbe operativo dal 2030 con 40-60 anni di funzionamento. Inoltre, come sappiamo, le ambizioni dichiarate del Governo sono quelle di coprire la domanda elettrica al 2030 per il 25% con le rinnovabili e per il 25% con il nucleare, anche se la spinta propulsiva nei confronti di quest’ultima opzione si è molto ridotta negli ultimi mesi per l’assenza del Ministro competente.
Ancora non è stato indicato il Presidente dell’Autorità di Sicurezza, cioè non è stato fissato il “punto 0” da cui far partire i tempi di realizzazione del programma.
Lo stesso Ministero ha reso pubblico lo scorso mese il Piano di Azione Nazionale per le fonti rinnovabili, come previsto dalla Commissione Europea. Da questo documento si evince che nel 2020, il 32% della domanda elettrica dovrebbe essere soddisfatta dalle rinnovabili. Insomma, con questi numeri, non si capisce quale potrebbe essere lo spazio per il nucleare.


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